Teresa Filangieri

Teresa Filangieri

Napoli, 5 gennaio 1826 – Napoli, 10 settembre 1903
Filantropa, scrittrice

Nipote del filosofo Gaetano Filangieri, la contessa Teresa nacque a Napoli il 5 gennaio del 1826. Nel 1847 sposò il duca Vincenzo Ravaschieri Fieschi.

Insieme all'amica e filantropa Pauline Marie de La Ferronays, dedicò la sua vita ai poveri e agli ultimi raccogliendoli dalla strada e insegnando loro a leggere e a scrivere. Nel 1860, venne nominata patrona della scuola-convitto per fanciulle cieche, fondata da Lady Strachan e, intorno agli anni settanta dell’Ottocento, si dedicò all'accoglienza di orfane e emarginate, facendole  educare in istituti di beneficenza e indirizzandole a impieghi di lavoro.

Nel 1873, durante il colera, le venne affidato dal Comitato per i Soccorsi l’organizzazione di cucine popolari gratuite. Nel 1879, dopo la tragica scomparsa della figlia Lina, scomparsa nel 1861 all'età di 12 anni, iniziò a lavorare con impegno e passione alla fondazione di un ospedale per malattie infantili.  L’ospedale, intitolaro all'amata figlia, venne inaugurato nel quartiere Chiaia nel 1880 ed è stato il primo ospedale chirurgico per bambini d'Italia.

Nel 1884, contribuì ad allestire un dormitorio per ragazzi senza tetto; durante la Campagna d’Africa fu a capo della Croce Rossa e ospitò i reduci della Battaglia di Adua nella sua villa a Pozzuoli.

Teresa Filangieri è stata anche una scrittrice. Tra i suoi studi, ricerche, saggi, memorie e lettere ricordiamo la Storia della carità napoletana (1879), una monumentale storia sulle opere di assistenza a Napoli, composto da quattro volumi, e Come nacque il mio ospedale (1903), che racconta le circostanze che la portarono a fondare l'ospedale e a diventare una figura di spicco nella filantropia e nella società napoletana.

Morì a Napoli il 10 settembre 1903.

Il 17 marzo 2021, il Comune di Napoli le ha intitolato una strada nel quartiere Chiaia (già via Croce rossa) a pochi passi dall'ospedale da lei fondato.

La famiglia di Carlo Filangieri
Museo Filangieri, Napoli, Pubblico dominio, via Wikimedia Commons

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