Santa Patrizia

Santa Patrizia

VII secolo
Santa, Patrona di Napoli

Santa Patrizia, compatrona dal 1625.

Secondo la tradizione, Patrizia (VII secolo), discendente dell'imperatore Costantino, per sfuggire a un matrimonio impostole, accompagnata dalla nutrice Aglae e da alcuni eunuchi, da Costantinopoli sbarca a Napoli Qui, dopo aver vissuto nel nascondimento e poi aver intrapreso una lunga serie di viaggi, termina i suoi giorni, naufragando sull'isolotto di Megaride (l'attuale Castel dell'Ovo), dove ancora oggi, sotto la fortificazione del castello, sono rimaste le grotte naturali che furono sede di romitaggi altomedievali e che conservano il nome di «celle di santa Patrizia».

La nutrice, incerta sul luogo da destinare alla sepoltura di Patrizia, avrebbe deposto il suo corpo su di un carro trainato da buoi che, senza un conducente, si sarebbero fermati davanti a un piccolo tempio basiliano dedicato ai Ss. Nicandro e Marciano, divenendo luogo di sepoltura di Patrizia e di fondazione del monastero femminile a lei dedicato. Il monastero nell’XI secolo abbracciò la Regola benedettina e a partire del XIII secolo si intitolò alla sola S. Patrizia. Infatti, in quel periodo, si affermò il culto della santa, grazie soprattutto alle iniziative della badessa Melegaite Capece e dell’arcivescovo di Napoli, Anselmo, divenendo, con lasciti e donazioni, uno dei monasteri napoletani di maggiore prestigio sociale e politico.

La santa è patrona di Napoli dal 1625 e il suo sangue si scioglie, analogamente a quanto accade per quello di san Gennaro, anche se con modalità non legate a un rigido calendario. Il suo sangue, segno di vita, di presenza e di protezione per la città, infatti, si scioglie perlopiù il 26 agosto, oppure il venerdì o anche in seguito a preghiere particolarmente intense.

Le reliquie della santa sono conservate presso il monastero di San Gregorio Armeno.

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