S. Maria Egiziaca a Pizzofalcone

S. Maria Egiziaca

a Pizzofalcone

Situato nell’area di Pizzofalcone, nella strada che dallo stesso monastero avrebbe preso il nome, chiamata anche del Presidio, l’Istituto venne fondato intorno al 1639, per iniziativa di un gruppo di monache, appartenenti al monastero di S. Maria Egiziaca a Forcella, desiderose di condurre una vita  più rigorosa.

Il nuovo monastero, conosciuto anche come S. Maria Egiziaca delle Riformate e S. Maria Egiziaca della Purità, era di particolare bellezza e, ottenuto il riconoscimento ufficiale da Urbano VIII, fu inaugurato con grande solennità da Lorenzo Tramallo, Nunzio Apostolico in Napoli: le monache presero ufficialmente possesso del nuovo monastero accompagnate da nobili con gran numero di carrozze. La prima abbadessa fu suor Agnesa di Tocco.

Nel corso dei moti di Masaniello del 1647 gli abitanti dell’area di Pizzofalcone si mantennero fedeli alla Corona. Per tal motivo, Don Giovanni d’Austria chiese alle monache di pregare affinché i tumulti si placassero. Tradizione vuole che una novizia del monastero, Chiara Maria di Santa Maddalena, impetrasse la grazia a santa Maria Egiziaca in maniera particolarmente fervida. Venuto a conoscenza di ciò, Don Giovanni d’Austria si impegnò, ove la grazia fosse giunta, a recarsi in processione al monastero dell’Egiziaca e a offrire un consistente aiuto finanziario per la fabbrica; una promessa che egli mantenne puntualmente e che consentì alle monache di giovarsi di una rendita annua di 400 ducati.

Le Costituzioni prevedevano che le novizie fossero affidate a una Maestra preposta a educarle alla piena osservanza della pratica religiosa e delle regole del monastero. Il periodo di prova durava due anni, al termine del quale, le donne che si fossero rivelate inadatte a condurre un simile tipo di vita venivano allontanate. La confessione era prevista una volta la settimana. I giorni di ricreazione erano ugualmente fissati: oltre alle festività più importanti quali il capodanno, il carnevale, il giovedì santo, la Pasqua, la Pentecoste e il giorno della commemorazione dei defunti, circostanze in cui erano previsti pasti più completi ed abbondanti, le monache godevano di due giorni di ricreazione al mese.

Le vicende della fabbrica di monastero e chiesa furono molto intricate. Il Fanzago avrebbe dato inizio ai lavori della chiesa nel 1661, interrotti nel 1665 a causa della morte di Filippo IV, e ripresi  solo tre anni dopo sotto la direzione di Arcangelo Guglielmelli, che portò l’opera a compimento nel 1716. Analoghe traversie furono incontrate nella costruzione del monastero, più volte rimaneggiato.

Le monache vissero nel monastero sino al 1808, anno della sua soppressione, mentre la chiesa, inizialmente chiusa, sarebbe stata poi affidata alle cure dei Padri Missionari Oblati di Maria Immacolata.

a.v.

Fotografie di Marcello Erardi


📍Quartiere: San Ferdinando, Via Egiziaca a Pizzofalcone, 30

 ☨  Tipologia: Monastero di Regio Patronato

📅 Data di fondazione: 1639, Sopp. 1809

⛪ Regola monastica: Agostiniana

👩🏻 Fondatrici: Alcune monache di S. Maria Egiziaca a Forcella

condividi su