Maria Francesca delle Cinque Piaghe

Maria Francesca delle Cinque Piaghe

al secolo Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo

Napoli, 25 marzo 1715 - Napoli, 6 ottobre 1791
Santa, consigliera e profetessa

Maria Francesca delle Cinque Piaghe è la prima donna napoletana salita agli onori dell’altare; il suo modello di santità laicale (bizzocale) da un lato si connette a una idea di santità umile e povera, molto diffusa nel Napoletano, dall’altro richiama antichi modelli di terziarie (beghine) presenti nel Basso Medioevo in vari paesi europei e in particolare nei Paesi Bassi.

Maria Francesca, al secolo Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo, nacque nei Quartieri spagnoli di Napoli, nel 1715, quarta figlia di Francesco Gallo, un modesto artigiano, e Barbara Basinsi. Fin da piccola, secondo i biografi, manifestò notevoli sentimenti religiosi, decidendo ben presto di consacrarsi alla vita religiosa, anche se già dalla fanciullezza si manteneva con il suo lavoro di fabbricare trine dorate, come avveniva per molte donne che vivevano in un luogo vicino al Palazzo  reale dove erano richiesti tessuti e accessori di lusso.

Il padre, uomo assai severo e ostinato, non era d’accordo nel sostenere la vocazione religiosa della figlia e, quando la ragazza compì sedici anni, decise di darla in sposa a un uomo che, secondo lui, costituiva un buon partito. Maria si oppose strenuamente al matrimonio, ma il padre reagì male, la minacciò e la percosse. Alla fine si rassegnò e accettò la sua decisione di diventare una «monaca di casa», cosiddetta bizzoca, quali erano all’epoca numerosissime a Napoli, come è dimostrato dai ricchi fondi documentari  dell'Archivio Storico Diocesano di Napoli («Essa non chiedeva che di vivere ritirata, nascosta, sconosciuta, senza tuttavia negare mai un atto di carità, sia spirituale che materiale, ogni volta che si ricorreva a lei»).

Ben presto i digiuni, le veglie, le preghiere, le penitenze iniziarono a minare la condizione di salute di Maria, mentre la fama di santità cresceva sempre di più tra gli abitanti del quartiere. Incominciarono a verificarsi fenomeni soprannaturali. Durante la Quaresima Maria soffriva intensamente, fino a sentire sul suo corpo le Cinque piaghe della Passione di Cristo, cioè le stimmate alle mani, ai piedi e al costato. Allo stesso tempo cresceva anche la sua fama di profetessa e taumaturgica e, accanto ai primi miracoli che si verificarono per sua intercessione, nacquero gravi dissidi familiari, originati dal difficile carattere paterno, che la portarono a lasciare la casa natale. Maria quindi trascorse gli ultimi 38 anni della propria esistenza in una modesta casetta, tormentata da sofferenze fisiche e spirituali e da maldicenze (alcuni confessori erano severissimi e le imposero gravi sofferenze).  Offrì tutto questo per la liberazione delle anime purganti, il cui culto era diffusissimo a Napoli.

Maria non aveva potuto studiare e stentava a leggere e a scrivere, ma riusciva sempre a essere guida spirituali a quanti si rivolgevano a lei per sottoporle anche i casi più difficili. Crebbe così la sua fama di santa e l’affetto del popolo napoletano che, in occasione del funerale, esplose in una partecipazione straordinaria.

Maria Francesca, morta agli inizi della Rivoluzione Francese, ne avvertì gli echi e si disse che ne avesse profetizzato gli eccessi che colpirono la Chiesa.

«La santa dei Quartieri» morì nel 1791. Fu beatificata  nel 1843 e canonizzata da Pio IX nel 1867.

Ciro Di Fiore

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