Julie Clary

Julie Clary

Marsiglia, 26 dicembre 1771 – Firenze, 7 aprile 1845
Regina consorte di Napoli

Marsigliese di nascita, Julie Clary venne al mondo il 26 dicembre 1771. Suo padre, Francisco Clary era un ricco commerciante di seta che aveva sposato, in seconde nozze, Françoise Rose Somis, dalla quale ebbe cinque figlie e due figli. La famiglia Clary apparteneva all’alta borghesia, nelle sue vene nessuna traccia di sangue blu. Ciononostante ebbe un ruolo più che rilevante nella storia delle monarchie europee. Non solo Julie sarebbe diventata regina di Napoli e poi di Spagna, ma una delle sue sorelle, Desirée, divenne regina consorte di Svezia e Norvegia. Esile e bassa di statura, dall’incarnato pallidissimo e con grandi occhi neri, Julie aveva ricevuto un’educazione raffinata ed elegante. L’incontro con Giuseppe Bonaparte avvenne grazie alla sorella minore, Desirée che aveva iniziato a frequentare Napoleone. Era il 1793. Julie e Giuseppe si sposarono il 29 luglio 1794, a Cuges-les-Pins, nel sud della Francia. Fu per lei un matrimonio d’amore ma non sapeva che avrebbe molto sofferto per le scelte del marito, per i suoi innumerevoli tradimenti. Il 18 maggio 1804 il Senato proclamò Napoleone imperatore dei francesi e i suoi fratelli Giuseppe, Luigi e Luciano ricevettero il titolo di altezze imperiali ed il rango di principi francesi. Fu così che Julie divenne principessa. Nel 1806, Giuseppe re, divenne regina di Napoli ma non volle lasciare Parigi dove rimase ancora due anni, con la sua prole, lontana dal marito, che sentiva sempre più disinteressato a lei e sempre più impegnato nella sua vita di politico e di adultero. Nella primavera del 1808, Julie fu obbligata da Napoleone a raggiungere il marito e a restare a Napoli. Qui rimase fino a quando Murat e la cognata Carolina, presero possesso di Napoli. Giuseppe era stato destinato alla Spagna. Lei rimase tra Napoli e Caserta cinque mesi, vivendo la capitale e la città satellite come meglio poteva. Cercò di essere vicina a quanti soffrivano. Le dame dell’aristocrazia la consideravano amabile per la sua gentilezza e la sua giovialità. Julie a Napoli esercitò la reggenza durante l’assenza del marito, partito alla volta della Spagna, nelle settimane dal 23 maggio al 5 luglio, ma gli atti di governo continuarono a essere intestati a lui. Non raggiunse mai il marito, ritornò a Parigi dove visse da regina di Spagna. Una sorta di esilio condiviso. Per anni il suo ruolo fu quello di mediatrice tra i due fratelli che spesso erano in disaccordo sulle questioni politiche. Quando Napoleone fu sconfitto a Waterloo, Giuseppe si rifugiò negli Stati Uniti, lei si trasferì a Bruxelles dove visse in assoluta solitudine, poi a Firenze. Qui morì, di ritorno dagli Usa, tra le sue braccia Giuseppe. Non si vedevano da 22 anni. Lei lo seguì, senza mai aver smesso di amarlo, il 7 aprile 1845. Andò via così come era vissuta, in silenzio, nella sua camera, nel sonno.

Nadia Verdile


Robert Lefèvre, Pubblico dominio, via Wikimedia Commons

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