COSTANZA CALENDA

Salerno XV secolo medico

In un’epoca in cui ancora alle donne era negato il sapere (siamo nei primi decenni del XV secolo), faceva
eccezione la Scuola medica salernitana, dove esse venivano tenute in grande considerazione e perfino
accettate nei ranghi dell’organizzazione medica. Tra le cosiddette mulieres salernitanae, Costanza Calenda,
figlia di Salvatore Calenda, celebre fisico e chirurgo, priore del Collegio Medico di Salerno e più tardi di
quello di Napoli, crebbe circondata da ampolle, trattati e rimedi erboristici. Il suo sogno di diventare medico
si scontrava però con l’impossibilità di acquisire una licenza per l’esercizio professionale, come pure di
accedere all’insegnamento accademico. La grande occasione per lei si presentò quando il padre, convocato
alla corte napoletana per curare re Ladislao d’Angiò-Durazzo, divenne medico personale della futura regina
Giovanna II d’Angiò dal 1414 al 1435. Costanza lo accompagnò, lo assistette e grazie alle competenze
acquisite in segreto nella bottega di uno speziale, riuscì a conquistare l’attenzione della sovrana, che intuito il
talento fuori dal comune della giovane, la colmò di onori, offrendole anche la possibilità di proseguire gli
studi. È possibile, ma non confermato, che conseguisse il titolo di dottore in Medicina presso l'Università di
Napoli verso il 1422; purtroppo, i documenti che avrebbero supportato questi dati sono andati distrutti
durante la Seconda guerra mondiale, altrimenti potrebbe essere dichiarata con certezza la prima donna
occidentale ad essersi laureata in medicina. Nel 1423 Costanza ricevette il consenso della regina per il
matrimonio con il nobile cavaliere Baldassarre, signore di Santomango, Filetta, San Cipriano e Castiglione.
La vicenda della Calenda ha ispirato a Lisa Laffi il romanzo storico L’erborista di corte (ed. Tre60), che si
concentra sul conflitto tra vocazione e imposizione, tra talento e silenzio.

Oreste Paliotti

 

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